{"id":1220,"date":"2025-12-11T12:00:48","date_gmt":"2025-12-11T11:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/personaggi\/"},"modified":"2026-04-15T16:53:00","modified_gmt":"2026-04-15T14:53:00","slug":"personaggi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/es\/personaggi\/","title":{"rendered":"Personaggi"},"content":{"rendered":"<div class=\"et_pb_section_0 et_pb_section et_section_regular et_block_section\">\n<div class=\"et_pb_row_0 et_pb_row et_block_row\">\n<div class=\"et_pb_column_0 et_pb_column et_pb_column_4_4 et-last-child et_block_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough\">\n<div class=\"et_pb_text_0 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h1>Messina: porto di Geni, Eroi e Immortali<\/h1>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_divider_0 et_pb_divider et_pb_space et_pb_divider_position_top et_animated et_pb_module\"><div class=\"et_pb_divider_internal\"><\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_text_1 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h3 data-path-to-node=\"20\" style=\"text-align: center;\">C'\u00e8 un filo invisibile che lega la luce, la scienza e il coraggio: passa tutto da qui, dallo <strong>Stretto di Messina<\/strong>. In questa pagina vogliamo raccontarvi la citt\u00e0 attraverso gli occhi di chi l'ha vissuta, amata e resa eterna.<\/h3>\n<h3 data-path-to-node=\"21\" style=\"text-align: center;\">Vi racconteremo di come <strong>Dicearco<\/strong> e <strong>Maurolico<\/strong> abbiano guardato questo orizzonte per disegnare le mappe del mondo antico e moderno. Vi mostreremo i colori che <strong>Antonello<\/strong> ha rubato al nostro cielo e il realismo crudo che <strong>Caravaggio<\/strong> ha trovato nelle nostre strade. Rivivrete l'assedio in cui le urla di <strong>Dina e Clarenza <\/strong>salvarono la citt\u00e0 dalla distruzione.<\/h3>\n<h3 data-path-to-node=\"22\" style=\"text-align: center;\">Tante storie, un unico scenario: <strong>Messina<\/strong>. Buon viaggio nella citt\u00e0 dello Stretto.<\/h3>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_section_1 et_pb_section et_section_regular et_flex_section\">\n<div class=\"et_pb_row_1 et_pb_row et_flex_row\">\n<div class=\"et_pb_column_1 et_pb_column et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_12_24 et_flex_column_12_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_image_0 et_pb_image et_animated et_pb_module et_flex_module\"><span class=\"et_pb_image_wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dicearco-messina-visitme-riproduzione.jpg\" alt=\"dicearco-messina-visitme-riproduzione\" title=\"dicearco-messina-visitme-riproduzione\" width=\"1024\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dicearco-messina-visitme-riproduzione.jpg 1024w, https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dicearco-messina-visitme-riproduzione-980x980.jpg 980w, https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dicearco-messina-visitme-riproduzione-480x480.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" class=\"wp-image-830\" \/><\/span><\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_column_2 et_pb_column et-last-child et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_12_24 et_flex_column_12_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_text_2 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_animated et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h1 style=\"text-align: center;\">Dicearco da Messina<\/h1>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Il fondatore della cartografia scientifica<\/h2>\n<p>Dicearco da Messina fu un grande innovatore nel campo del pensiero filosofico. L\u2019atteggiamento di carattere passivo e contemplativo verso la natura venne da lui sostituito da un modello attivo in cui \u00e8 l\u2019uomo ad essere responsabile della propria vita e del proprio destino: Il fato non esiste e la decadenza umana \u00e8 solo frutto del cattivo uso che viene fatto della ragione. Come Teofrasto, fu esponente del vegetarianismo peripatetico e quindi gli animali vanno rispettati, cos\u00ec come gli uomini. Ma Dicearco fu un grande innovatore anche nel campo della cartografia\u2026<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_0 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">La Vita<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p>Figlio di un certo Fidia, Dicearco nacque a Messana (Messina) nel 350 a.C. quando la citt\u00e0 era dominata dai Mamertini. Viaggi\u00f2 in Grecia per diverso tempo e, ancora giovanissimo, divenne discepolo di Aristotele nella famosa scuola peripatetica di Atene (il cui nome deriva dal fatto che Aristotele teneva le lezioni passeggiando con i suoi allievi nel \u201cper\u00ecpato\u201d, cio\u00e8 sul lastricato in pietrame nel porticato interno del Liceo ateniese). Il suo pensiero, perci\u00f2, si alline\u00f2 con quello della scuola peripatetica durata parecchio, dal IV sec. a.C. al VI sec. d.C. Dicearco si dedic\u00f2, cos\u00ec, allo studio della filosofia, storia, matematica, etica, costume, politica, geografia e della Mantica per la quale solo il sapiente pu\u00f2 essere indovino. A Messana Dicearco diffuse l\u2019aristotelismo peripatetico in un liceo da lui fondato, elaborando la teoria della conoscenza razionale basata sulla realt\u00e0 dell\u2019oggetto. In campo religioso fu per\u00f2 in contrasto con Aristotele, sostenendo che \u201c...l\u2019anima \u00e8 forza vitale uguale per tutti gli esseri viventi, destinata a dissolversi dopo la morte\u201d. In campo politico auspic\u00f2 una trilogia amministrativa composta da aristocrazia, monarchia e democrazia. Mor\u00ec nella sua Messana nel 290 a.C.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_1 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">Le Opere<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p>Delle opere di Dicearco rimangono pochi frammenti:<\/p>\n<ul>\n<li>Vita della Grecia\u00a0(Bios Hellados) in tre libri di cui restano 24 frammenti, una cronaca dall\u2019antichit\u00e0 fino al regno di Filippo II. In alcuni brani Dicearco mette in risalto la dualit\u00e0 del progresso evidenziando come ogni scoperta, se da un lato risolve problemi, dall\u2019altro ne genera altri. Molti frammenti sono dedicati alle origini della musica e della cultura della Grecia, con un attacco alla \u201cmusica moderna\u201d dei suoi tempi.<\/li>\n<li>L'anima muore con il corpo<\/li>\n<li>Mantica<\/li>\n<li>Vita pratica, dove sostiene la concretezza della vita pratica su quella teorica in antitesi con Aristotele.<\/li>\n<li>Tripolitico\u00a0\u2013 Dicearco divide tutti i governi in tre categorie, la democratica, aristocratica e monarchica, mirando a un governo \"misto\" dove tutte e tre le categorie hanno un ruolo nel governo della cosa pubblica.<\/li>\n<li>Descrizione della Grecia\u00a0- Frammento di un'opera dedicata a \"Teofrasto\", e composta da 150 trimetri giambici.<\/li>\n<li>Itinerario intorno al mondo<\/li>\n<li>Sui Monti del Peloponneso<\/li>\n<\/ul>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_2 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">L'inventore dei Meridiani e Paralleli<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p>Nell\u2019opera Sui Monti del Peloponneso Dicearco tratta della misura dei monti con un sistema di triangolazione. Ebbe l\u2019incarico di misurare i monti del Peloponneso e, secondo Plinio, fu proprio da lui che si seppe per la prima volta nella storia che il Pelione era alto 1250 passi (il Pelione o monte Pelio \u00e8 una montagna a sud est della Tessaglia, nella Grecia centrale. Nella mitologia greca era la terra di origine di Chirone il centauro, protettore di diversi eroi greci come Achille, Eracle, Teseo e Giasone). Diede anche per primo la misura della circonferenza della Terra. Ma l\u2019innovazione cartografica e geografica pi\u00f9 importante di Dicearco fu nell\u2019altra sua opera Itinerario intorno al mondo: adott\u00f2 le coordinate geografiche longitudine e latitudine, sistema che in breve divenne il metodo usato dai geografi alessandrini. Per primo quindi suddivise la Terra in meridiani e paralleli, con un parallelo di riferimento che passava e individuava qualunque punto nella stessa latitudine delle terre allora conosciute, dalle Colonne d\u2019Ercole al Caucaso indiano. Dicearco dunque, anticipando Eratostene, fu l\u2019inventore dei nostri, attuali meridiani e paralleli. E il parallelo maggiore lo fece passare proprio dalla sua citt\u00e0 natale, Messina. E non poteva essere diversamente!<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_row_2 et_pb_row et_flex_row\">\n<div class=\"et_pb_column_3 et_pb_column et-last-child et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_24_24 et_flex_column_24_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_text_3 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_animated et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h1 style=\"text-align: center;\"><em>Lo sapevi che...<\/em><\/h1>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Dicearco da Messana raccont\u00f2 per primo la fondazione di Napoli! Ecco cosa scrisse: \u201cNell\u2019 inverno del primo anno della settantasettesima Olimpiade al cominciare del giorno \"...noi cittadini e soldati di Cuma, sotto la guida del nobile e saggio Ileotimo, figlio di Timanore...\" abbiamo risalito all\u2019alba il sovrastante colle fino alla sua vetta, allo scopo di prendere gli auspici per la fondazione di una nuova citt\u00e0 in un sito pi\u00f9 ampio ed agevole di quello che chiamano Euploia, ove \u00e8 ristretto l\u2019abitato di Partenope\u201d.<\/h3>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_section_2 et_pb_section et_section_regular et_flex_section\">\n<div class=\"et_pb_row_3 et_pb_row et_flex_row\">\n<div class=\"et_pb_column_4 et_pb_column et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_12_24 et_flex_column_12_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_image_1 et_pb_image et_animated et_pb_module et_flex_module\"><span class=\"et_pb_image_wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dina-clarenza-riproduzione-messina-visitme.jpg\" alt=\"dina-clarenza-riproduzione-messina-visitme\" title=\"dina-clarenza-riproduzione-messina-visitme\" width=\"1024\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dina-clarenza-riproduzione-messina-visitme.jpg 1024w, https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dina-clarenza-riproduzione-messina-visitme-980x980.jpg 980w, https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/dina-clarenza-riproduzione-messina-visitme-480x480.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" class=\"wp-image-838\" \/><\/span><\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_column_5 et_pb_column et-last-child et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_12_24 et_flex_column_12_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_text_4 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_animated et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h1 style=\"text-align: center;\">Dina e Clarenza<\/h1>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Le eroine messinesi del Vespro Siciliano<\/h2>\n<p>Sul campanile astronomico-figurativo accanto alla Cattedrale di Messina una complessa figurazione meccanica con automi, a mezzogiorno, rievoca alcuni episodi della storia locale. Realizzato nel 1933 dai fratelli Ungerer di Strasburgo, venne inaugurato il 15 agosto 1933. Nel 3\u00b0 piano, ai lati di un gallo, vi sono le statue di Dina e Clarenza alte 3,00 metri: snodabili dal busto in su, suonano le campane ogni quarto d\u2019ora ed ogni ora, nell\u2019arco delle ventiquattrore.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_3 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">Il Vespro Siciliano a Messina<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p>Dina e Clarenza, nell\u2019immaginario collettivo, simboleggiano tutte le donne che in passato si sono distinte in eventi rivoluzionari decisivi nella storia di Messina. L\u2019episodio a cui sono legate le loro gesta \u00e8 quello relativo alle fasi finali, a Messina, della rivolta antiangioina che ebbe inizio a Palermo dopo la funzione serale dei Vespri del 30 marzo 1282, luned\u00ec dell\u2019Angelo, sul sagrato della chiesa del Santo Spirito. Dalla fine di aprile dello stesso anno, anche i messinesi partecipavano alla ribellione e, al grido unanime di \u201cMorte ai francesi\u201d, li costringevano a ritirarsi nella fortezza di Matagriffone o Rocca Guelfonia (dove oggi sorge il Sacrario di Cristo Re). Protagoniste della lotta del popolo contro gli angioini furono anche le donne messinesi, mentre Carlo D\u2019Angi\u00f2, con un\u2019armata di 60.000 fanti, 15.000 cavalieri, 40 galee, cingeva d\u2019assedio la citt\u00e0. Esse non solo erano intente \u201c[\u2026] a portar in seno e nel grembo pietre, ed altre sorte di cose da gettar dalle mura e dalle torri contro i nemici, e portavano da bere ed altre cose necessarie per rinfrescare i loro mariti\u201d, scrive Tommaso Fazello\u00a0(Sciacca, 1498 \u2013 Palermo, 1570), ma si addestravano anche nell\u2019uso delle armi e presidiavano continuamente le mura cittadine per controllare i movimenti dei nemici.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_4 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">L'impresa<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p>Nella notte dell\u20198 agosto 1282, Dina e Clarenza riuscirono a sventare un attacco dei francesi: \u201cNel silenzio della notte, accese le luminarie della Capperrina, artigiani del popolo costruiscono un riparo di fronte al nemico, il quale appena l\u2019opera fu sistemata, torn\u00f2 daccapo a salirvi con grande moltitudine di armati. Ma una donna di nome Dina con un grande masso colpisce alcuni assalitori e li stende a terra mentre un\u2019altra di nome Clarenza martellando a stormo le campane galvanizza la gente e chiama alle armi\u201d (Bartolomeo da Neocastro, Historia Sicula (1250-1293)). Messina era comandata da Alaimo da Lentini che, nella sua carica di Capitano del Popolo, organizz\u00f2 la resistenza antifrancese in citt\u00e0. Carlo d\u2019Angi\u00f2 la strinse d\u2019assedio fino a tutto settembre ma i messinesi, pur se ridotti allo stremo, respinsero i continui attacchi con una corale partecipazione. L\u2019ultima resistenza ebbe per protagoniste proprio Dina e Clarenza: le truppe di Carlo tentarono di entrare in citt\u00e0 dalle colline ma le due donne erano di guardia alle mura di fortificazione e avvistato il nemico, mentre Dina scagliava massi a quanti tentavano di scalare le mura, Clarenza suonava la campana della fortezza alla \u201cCaperrina\u201d svegliando tutta la citt\u00e0. I messinesi si armarono e accorsero con la milizia cittadina al comando di Alaimo Lentini, salvando cos\u00ec dall\u2019ultimo assedio Messina.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_5 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">Le Eroine nella letteratura italiana<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p>Il contributo dato dalle eroine messinesi nella guerra del Vespro \u00e8 ricordato in diversi testi storici e letterari. In particolare, lo storico Giovanni Villani (Firenze, 1280-1348), cos\u00ec scrisse nel descrivere i fatti di Messina: \u201c...Stette lo re con sua oste intorno a Messina da due mesi, e dando la sua gente alcuna battaglia dalla parte ove non era murata, i Messinesi colle loro donne, le migliori della terra, e co' i loro figlioli piccioli e grandi, subitamente in tre d\u00ec faccino il detto muro e ripararono francamente gli assalti dei Franceschi ...\u201d e nei suoi versi:<br \/><em>\u201cDeh, com'egli \u00e8 gran pietade<\/em><br \/><em>Delle donne di Messina,<\/em><br \/><em>Veggendole scapigliate<\/em><br \/><em>Portando pietre e calcina<\/em><br \/><em>Iddio gli dea briga e travaglia,<\/em><br \/><em>A chi Messina vuol guastare\u201d<\/em><br \/>La poetessa messinese recentemente scomparsa, Maria Costa, dedic\u00f2 loro una sua poesia:<br \/><em>\u201cDina e Clarenza, donni curaggiusi,<\/em><br \/><em>sunannu \u2018na notti li campani,<\/em><br \/><em>sabbaru la citadi di soprusi,<\/em><br \/><em>d\u00f9 aroini di Vespri Siciliani\u201d.<\/em><br \/>Due grandi bassorilievi di Dina e Clarenza sono collocati sul prospetto laterale del Municipio in via San Camillo e Letterio Subba dipinse, nell\u2019800, \u201cDina e Clarenza che combattono gli Angioini\u201d.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_row_4 et_pb_row et_flex_row\">\n<div class=\"et_pb_column_6 et_pb_column et-last-child et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_24_24 et_flex_column_24_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_text_5 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_animated et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h1 style=\"text-align: center;\"><em>Lo sapevi che...<\/em><\/h1>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Sul colle della \u201cCaperrina\u201d definito il \"Campidoglio di Messina\" per il movimento rivoluzionario del 1282 che vide il popolo messinese impegnato contro l\u2019assedio degli angioini, sorge il Santuario di Montalto. Le fonti agiografiche antiche narrano che la Madonna, in quell'anno, sotto le vesti di una \u201cDama Bianca\u201d, deviasse con le mani le frecce dei nemici e avesse coperto, con le sue candide vesti, le mura rendendole invisibili agli assalitori francesi del re di Sicilia Carlo D\u2019Angi\u00f2.<\/h3>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_section_3 et_pb_section et_section_regular et_flex_section\">\n<div class=\"et_pb_row_5 et_pb_row et_flex_row\">\n<div class=\"et_pb_column_7 et_pb_column et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_12_24 et_flex_column_12_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_image_2 et_pb_image et_animated et_pb_module et_flex_module\"><span class=\"et_pb_image_wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/antonello-messina-visitme-riproduzione.jpg\" alt=\"antonello-messina-visitme-riproduzione\" title=\"antonello-messina-visitme-riproduzione\" width=\"1024\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/antonello-messina-visitme-riproduzione.jpg 1024w, https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/antonello-messina-visitme-riproduzione-980x980.jpg 980w, https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/antonello-messina-visitme-riproduzione-480x480.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" class=\"wp-image-835\" \/><\/span><\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_column_8 et_pb_column et-last-child et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_12_24 et_flex_column_12_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_text_6 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_animated et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h1 style=\"text-align: center;\">Antonello da Messina<\/h1>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Il pittore che rivoluzion\u00f2 l\u2019arte e introdusse in Italia il colore ad olio<\/h2>\n<p>Antonello fu, nel \u2018400, il mediatore fra la pittura fiamminga e quella rinascimentale italiana nel nuovo modo di concepire lo spazio e la luce. Scrive in proposito Lionello Venturi: \u201cIl gusto italiano del Cinquecento appare come una sintesi fortunata delle due massime scuole del Quattrocento, la toscana e la fiamminga. Ed \u00e8 meraviglioso vedere come Antonello abbia realizzato quella sintesi tre decenni prima che il Quattrocento finisse.\u201d. Secondo Giorgio Vasari nelle sue \u201cVite\u201d del 1550, Antonello introdusse in Italia il colore ad olio \u201c...fece molti quadri, coloriti nella maniera ad olio che egli di Fiandra aveva portata...\u201d.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_6 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">Vita ed Ore nella Messina del '400<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p>Antonello de Antonio nasce nel 1430 nella contrada dei \u201cSicofanti\u201d a Messina e a venti anni parte per Napoli a studiare presso Colantonio, caposcuola della pittura napoletana. \u00c8 il periodo dei dipinti giovanili del \u201cSan Gerolamo penitente\u201d, \u201cVergine leggente\u201d, \u201cMadonna col Bambino e due angeli reggi-corona\u201d. Intorno al 1455 il ritorno a Messina dove l\u2019attende Giovanna Cuminella con cui sposarsi e mettere al mondo tre figli, Jacopo, Caterinella e Finia. Nel 1459 \u00e8 a Roma, dove s\u2019incontra con Piero della Francesca. \u00c8 questo il periodo pi\u00f9 fecondo, quello nel quale sono prodotti quasi tutti i suoi dipinti, le Madonne, le Crocifissioni, gli Ecce Homo, i ritratti. Nel 1473 realizzer\u00e0, per il Monastero di San Gregorio a Messina, il celebre polittico oggi al Museo Regionale che sar\u00e0 una delle sue ultime opere dipinte nella citt\u00e0 natale prima della partenza per Venezia, alla fine del 1474. A Messina Antonello torna nel 1476, com\u2019\u00e8 nel destino di ogni siciliano tornare alla terra d\u2019origine per seppellirvi le sue ossa. E cos\u00ec, in un uggioso pomeriggio messinese di fine febbraio del 1479 le sue spoglie mortali vengono chiuse per sempre nel buio della cripta della chiesa Santa Maria di Ges\u00f9. Cos\u00ec aveva voluto lo stesso Antonello dettando le sue ultime volont\u00e0 al notaio Antonio Mangianti, il 14 dello stesso mese.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_7 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">L'amore per Messina nei suoi dipinti<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p>Un tributo di affetto filiale alla sua citt\u00e0 natale Antonello lo riserv\u00f2 facendone lo sfondo di alcuni suoi dipinti. Nella \u201cCrocifissione\u201d (1463-65, Bucarest, Romania), sulla penisola di San Raineri che forma il porto naturale di Messina, raffigura il Monastero normanno del San Salvatore dei Greci. Sullo sfondo, l\u2019arcipelago delle isole Eolie. Le absidi merlate della chiesa di San Francesco d\u2019Assisi all\u2019Immacolata del 1254, nell\u2019attuale viale Boccetta, diventano il fondale del \u201cCristo morto sostenuto da tre angeli\u201d (1475-76, Venezia, Museo Correr). Il \u201cCrocifisso tra la Vergine dolente e san Giovanni\u201d (1475, Londra, The National Gallery) si staglia sulla chiesa di San Francesco d\u2019Assisi all\u2019Immacolata e sul torrente Boccetta, allora navigabile. Un\u2019altra \u201cCrocifissione\u201d (1475, Museo di Anversa, Belgio) emerge dal panorama della costa e delle alture calabresi, ambientata nel Casale messinese di Camaro. Ancora una volta, come nelle Crocifissioni, nella \u201cPiet\u00e0 con un angelo\u201d (1475-78, Madrid, Museo del Prado) fa da sfondo Messina rinserrata nelle mura normanne lungo il Boccetta, con a destra la Cattedrale e il suo alto campanile cuspidato e, a sinistra, il mare con parte della penisola falcata. In quest\u2019opera di Antonello, l\u2019ultima prima di morire, intervenne presumibilmente il figlio Jacobello.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_8 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">Il mistero della sua sepoltura<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p>Nel febbraio del 1989, durante i lavori di sbancamento per la realizzazione di una corsia stradale sull\u2019argine sinistro del torrente San Michele nel Villaggio Ritiro a Messina, vennero alla luce i resti di strutture murarie del complesso religioso di Santa Maria di Ges\u00f9 Superiore da riferirsi, come epoca di costruzione, al sec. XIX. Le fonti storiche, infatti, riferiscono di una disastrosa alluvione nel 1863 che distrusse e seppell\u00ec parte del convento e la chiesa preesistente, presumibilmente quella medievale facente parte del complesso che era stato fondato nel 1425 e nella cui cripta volle essere sepolto Antonello. Ad una iniziale euforia per la riscoperta degli avanzi del complesso conventuale segu\u00ec, dopo qualche anno, il totale abbandono. Oggi, volontari coordinati dalla \u201cFondazione Antonello da Messina\u201d presieduta da Giuseppe Previti, provvedono a tenere pulita l\u2019area aprendo ogni sabato alle visite gli avanzi del complesso religioso. Che scelsero di tornare alla luce, imperscrutabile coincidenza dei numeri, proprio nel febbraio del 1989, esattamente nello stesso mese e cinquecentodieci anni dopo la morte di uno dei pi\u00f9 grandi pittori che la storia ricordi.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_row_6 et_pb_row et_flex_row\">\n<div class=\"et_pb_column_9 et_pb_column et-last-child et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_24_24 et_flex_column_24_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_text_7 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_animated et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h1 style=\"text-align: center;\"><em>Lo sapevi che...<\/em><\/h1>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Una delle opere pi\u00f9 sublimi dell\u2019arte di Antonello \u00e8 la tavoletta dell\u2019\u201dAnnunciata\u201d, oggi conservata a Palermo nella Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis. Il dipinto ritrae il volto della sua concittadina e contemporanea Santa Eustochia Smeralda Calafato (1434-1485), clarissa messinese il cui corpo incorrotto si conserva ancora oggi nella chiesa di Montevergine a Messina.<\/h3>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_section_4 et_pb_section et_section_regular et_flex_section\">\n<div class=\"et_pb_row_7 et_pb_row et_flex_row\">\n<div class=\"et_pb_column_10 et_pb_column et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_12_24 et_flex_column_12_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_image_3 et_pb_image et_animated et_pb_module et_flex_module\"><span class=\"et_pb_image_wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/maurolico-vistime-riproduzione-messina.jpg\" alt=\"maurolico-vistime-riproduzione-messina\" title=\"maurolico-vistime-riproduzione-messina\" width=\"1024\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/maurolico-vistime-riproduzione-messina.jpg 1024w, https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/maurolico-vistime-riproduzione-messina-980x980.jpg 980w, https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/maurolico-vistime-riproduzione-messina-480x480.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" class=\"wp-image-840\" \/><\/span><\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_column_11 et_pb_column et-last-child et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_12_24 et_flex_column_12_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_text_8 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_animated et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h1 style=\"text-align: center;\">Francesco Maurolico<\/h1>\n<h2 style=\"text-align: center;\">L\u2019Archimede di Messina<\/h2>\n<p>\u201c...e da ogni parte e da luoghi lontanissimi qui venivano, spinti dal desiderio di conoscerlo ed ascoltarlo... Messina gener\u00f2 anche te, o Maurolico, perch\u00e9 la Sicilia non si gloriasse soltanto dell'antico saggio siracusano (riferendosi ad Archimede)\u201d: cos\u00ec si legge nell\u2019epigrafe latina sul sarcofago che custodisce i suoi resti mortali, nella chiesa di San Giovanni di Malta a Messina. Francesco Maurolico fu un genio del \u2018500 e si occup\u00f2 egregiamente di geometria, ottica, meccanica, idraulica, architettura, medicina, scienze naturali, fisica, musica e fauna marina dello Stretto.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_9 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">La Vita<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p>Nacque a Messina il 16 settembre 1494 da genitori di origine greca. Ordinato sacerdote nel 1521, sette anni dopo gli venne conferito l\u2019incarico di insegnamento pubblico di discipline scientifiche ed inizi\u00f2 un\u2019intensa attivit\u00e0 di scrittore, con un centinaio di pubblicazioni di vario argomento. Costru\u00ec quadranti, astrolabi, congegni idraulici, orologi ed altri strumenti di studio e d\u2019osservazione. Divenuto Abate del convento di Santa Maria del Parto presso Castelbuono nel 1550, nel 1569 venne nominato Lettore di Matematiche presso il Collegio messinese dei Gesuiti, l\u2019antica Universit\u00e0. Morir\u00e0 il 21 luglio 1575 nel Casale messinese della SS. Annunziata. Scriver\u00e0 in proposito l\u2019omonimo nipote nella \u201cVita\u201d (1613): \u201c...tre giorni prima del suo transito, sopra la cresta (che chiamano) dell\u2019ulivo, nell\u2019istesso podere, apparve una cometa con fiammante Crine, e minaccioso aspetto ch\u2019emp\u00ec tutti, che la miravamo, di spavento, e timore, e poscia al suo spirare subito manc\u00f2. Lo cipresso tanto celebre per l\u2019antichit\u00e0, et altezza, ch\u2019era quivi nella paterna villa, tosto ch\u2019ei rese lo fiato, e l\u2019anima al suo Creatore, con istrano prodigio s\u2019inchin\u00f2 verso il suolo... et otto di dopo la sua morte si rizz\u00f2 su, ritornando al suo sesto e drittura naturale.\u201d.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_10 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">Le Opere<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p>Delle sue tante opere, fondamentale \u00e8 il \u201cSicanicarum rerum compendium\u201d \u00a0(1562), storia della Sicilia, oltre a \u201cGrammaticorum rudimentorum libelli sex\u201d (1525); \u201cCosmographia de forma, situ, numerosque coelorum et elementorum\u201d (1543); \u201cVita Christi Salvatoris eiusque Matris Ven.\u201d (1555); \u201cDe divisione ortium\" (1554); \"Martirologio\" (1568);\u201cOpuscola mathematica\u201d (1575); \u201cConicorum apollonii pergaei\u201d (postuma, 1654) sulle sezioni coniche; \"Problemata mechanica\" (postuma 1613);\u201cPhotismi de lumine et umbra\u201d(1521);\u201cDiaphana\u201d (1523-1552); \u201cArithmeticorum libri duo\u201d (1575); \u201cDe momentis aequalibus\u201d (completato nel 1548 e pubblicato postumo nel 1685); \u201cDe Sphaera Liber Unus\u201d (1575). Nei suoi studi di matematica modific\u00f2 con aggiunte le opere di Archimede, Apollonio di Perge, Autolico di Pitane, Teodosio di Bitinia, Menelao di Alessandria. Diede quindi alle stampe una \u201cGrammaticorum rudimentorum libelli\u201d, a Messina, nell\u2019agosto del 1528 e scrisse un \u201cOfficio della Madonna\u201d e uno del Signore. Le opere di carattere musicale sono il manoscritto autografo \u201cPatr. Lat. 7462\u201d conservato presso la Biblioth\u00e8que Nationale a Parigi e le \u201cMusicae Traditiones carpitim collectae\u201d, inserito negli \u201cOpuscula Mathematica\u201d stampato a Venezia nel 1575.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_11 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">La sua attivit\u00e0 a Messina<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p>Il 21 ottobre 1535 l\u2019Imperatore Carlo V d\u2019Austria giunse a Messina, reduce dalle vittorie di Tunisi e La Goletta contro Kair-ad-din (nome che fu, poi, italianizzato in Ariadeno) soprannominato il Barbarossa, re d\u2019Algeri. Francesco Maurolico, per l\u2019occasione, compose le iscrizioni beneauguranti che furono riportate sugli archi e apparati trionfali progettati da Polidoro Caldara da Caravaggio. Due anni dopo, a seguito del passaggio da Messina e su disposizione, appunto, dell\u2019augusto Imperatore, venne dato il via ai lavori per la costruzione di una nuova cinta muraria iniziata nel giugno del 1537 su progetto dell\u2019architetto e ingegnere militare Antonio Ferramolino o lo \u201cSferrandino\u201d da Bergamo con la collaborazione di Domenico Giuntalocchi da Prato, di Francesco Maurolico che redasse i calcoli e dello scultore toscano Giovan Angelo Montorsoli. Con quest\u2019ultimo Maurolico collaborer\u00e0 scrivendo i bellissimi versi latini sotto le rappresentazioni dei quattro fiumi, Nilo, Camaro, Ebro e Tevere nella sua splendida fontana di Orione (1553) e nell\u2019altra montorsoliana del Nettuno (1557). Altri distici comporr\u00e0 per il monumento bronzeo a Don Giovanni d\u2019Austria, opera di Andrea Calamech, oggi in piazza Catalani.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_row_8 et_pb_row et_flex_row\">\n<div class=\"et_pb_column_12 et_pb_column et-last-child et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_24_24 et_flex_column_24_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_text_9 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_animated et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h1 style=\"text-align: center;\"><em>Lo sapevi che...<\/em><\/h1>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Uno dei pi\u00f9 antichi crateri degli altopiani meridionali della Luna, il cratere \u201cMaurolycus\u201d formazione circolare di 117 km di diametro, \u00e8 stato cos\u00ec denominato in suo onore dall'astronomo gesuita Giovan Battista Riccioli nel 1651. La sua formazione risale al periodo Nectariano (da -3.92 miliardi di anni a -3.85 miliardi di anni).<\/h3>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_section_5 et_pb_section et_section_regular et_flex_section\">\n<div class=\"et_pb_row_9 et_pb_row et_flex_row\">\n<div class=\"et_pb_column_13 et_pb_column et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_12_24 et_flex_column_12_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_image_4 et_pb_image et_animated et_pb_module et_flex_module\"><span class=\"et_pb_image_wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/caravaggio-messina-riproduzione-visitme.jpg\" alt=\"caravaggio-messina-riproduzione-visitme\" title=\"caravaggio-messina-riproduzione-visitme\" width=\"1024\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/caravaggio-messina-riproduzione-visitme.jpg 1024w, https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/caravaggio-messina-riproduzione-visitme-980x980.jpg 980w, https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/caravaggio-messina-riproduzione-visitme-480x480.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" class=\"wp-image-845\" \/><\/span><\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_column_14 et_pb_column et-last-child et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_12_24 et_flex_column_12_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_text_10 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_animated et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h1 style=\"text-align: center;\">Caravaggio<\/h1>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Il pittore che sconvolse l'iconografia sacra<\/h2>\n<p><span>Michelangelo Merisi fu, a cavallo tra il Cinque e il Seicento, l'artista che ruppe definitivamente con la tradizione manierista, introducendo una pittura fondata sulla verit\u00e0 brutale e sul contrasto drammatico tra luce e ombra. Scrive in proposito Roberto Longhi: \"Ribera, Vermeer, La Tour e Rembrandt non avrebbero mai potuto esistere senza di lui. E l\u2019arte di Delacroix, di Courbet e di Manet sarebbe stata completamente diversa\".<\/span><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_12 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">Fuga e capolavori nella Messina del '600<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p><span>Caravaggio giunge a Messina nel dicembre del 1608, fuggiasco da Siracusa e braccato dai Cavalieri di Malta. \u00c8 un uomo segnato dalla paura, che dorme vestito e con il pugnale al fianco, ma \u00e8 in questo stato di estrema tensione che la citt\u00e0 dello Stretto gli offre una commissione prestigiosa: il Senato messinese gli affida la decorazione dell'altare maggiore della Chiesa dei Padri Crociferi. \u00c8 il periodo dei grandi dipinti \"poveri\" e immensi, come la \"Resurrezione di Lazzaro\" e l\u2019\"Adorazione dei Pastori\". Nonostante la breve permanenza, interrotta nell'estate del 1609 per ripartire verso Napoli, Caravaggio lascia a Messina un segno indelebile, influenzando una schiera di pittori locali, tra cui Alonzo Rodriguez e Mario Minniti, che diffonderanno il verbo caravaggesco in tutta l'isola.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_13 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">Nei suoi dipinti, l'umanit\u00e0 dolente di Messina<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p><span>Un tributo di verit\u00e0 alla citt\u00e0 che lo ospit\u00f2, Caravaggio lo riserv\u00f2 non tanto ai paesaggi, quanto all'atmosfera umana e spaziale delle sue opere. Nella \"Adorazione dei Pastori\" (1609, Messina, Museo Regionale), la scena sacra \u00e8 spogliata di ogni orpello divino: la stalla \u00e8 una povera baracca di legno scuro, i pastori sono uomini del popolo con le vesti logore e i piedi sporchi, e la Madonna \u00e8 una madre esausta accasciata sulla paglia. In questo \"grande vuoto\" che domina la parte superiore della tela, molti critici hanno letto l'angoscia esistenziale dell'artista, ma anche l'eco degli ambienti vasti e spogli dell'Ospedale della Piet\u00e0 dove fu ospitato. Mentre Antonello dipingeva il porto e le colline luminose, Caravaggio dipinse l'aria densa e cupa della Messina notturna, riflettendo nei volti dei suoi modelli la sofferenza di una citt\u00e0 reale.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_14 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">Il tragico epilogo<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p><span>E cos\u00ec, dopo aver lasciato Messina, il destino di Caravaggio corre veloce verso la sua tragica conclusione. Non torner\u00e0 mai a Roma per ottenere la grazia tanto sperata. Nel luglio del 1610, sulla spiaggia di Porto Ercole, il genio lombardo muore solo e febbricitante, proprio mentre a Messina i suoi capolavori cominciavano a cambiare per sempre la storia della pittura siciliana. Resta la suggestione che proprio in quella terra di Sicilia, cos\u00ec piena di contrasti, la sua \"luce nera\" abbia trovato, seppur per breve tempo, la sua espressione pi\u00f9 tragica e potente.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_row_10 et_pb_row et_flex_row\">\n<div class=\"et_pb_column_15 et_pb_column et-last-child et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_24_24 et_flex_column_24_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_text_11 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_animated et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h1 style=\"text-align: center;\"><em>Lo sapevi che...<\/em><\/h1>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span>Una delle leggende pi\u00f9 oscure legate al soggiorno messinese riguarda la realizzazione della \"Resurrezione di Lazzaro\", oggi al Museo Regionale di Messina. Si narra che Caravaggio, ossessionato dalla verosimiglianza della morte, avesse costretto i suoi modelli a reggere un vero cadavere, ormai in decomposizione, per catturare con assoluta fedelt\u00e0 il peso e il colore della carne esanime, scatenando l'orrore dei facchini costretti a posare per lui.<\/span><\/h3>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_section_6 et_pb_section et_section_regular et_flex_section\">\n<div class=\"et_pb_row_11 et_pb_row et_flex_row\">\n<div class=\"et_pb_column_16 et_pb_column et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_12_24 et_flex_column_12_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_image_5 et_pb_image et_animated et_pb_module et_flex_module\"><span class=\"et_pb_image_wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/William-Shakespeare-messina-visitme.jpg\" alt=\"William-Shakespeare-messina-visitme\" title=\"William-Shakespeare-messina-visitme\" width=\"1024\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/William-Shakespeare-messina-visitme.jpg 1024w, https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/William-Shakespeare-messina-visitme-980x980.jpg 980w, https:\/\/visitme.comune.messina.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/William-Shakespeare-messina-visitme-480x480.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" class=\"wp-image-846\" \/><\/span><\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_column_17 et_pb_column et-last-child et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_12_24 et_flex_column_12_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_text_12 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_animated et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h1 style=\"text-align: center;\"><span>William Shakespeare<\/span><\/h1>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Il bardo dello Stretto<\/h2>\n<p><span>Il genio teatrale che, secondo una leggenda popolare, trov\u00f2 ispirazione tra le vie di Messina. La biografia documentata di William Shakespeare \u00e8 ricca di luci e ombre: viaggi mai certificati, anni mancanti, incontri non registrati. Ed \u00e8 in queste lacune che, da oltre due secoli, si insinua una piccola leggenda messinese. Secondo la tradizione orale locale, il giovane Shakespeare avrebbe trascorso un periodo della sua vita proprio nella citt\u00e0 dello Stretto, affascinato dal suo porto, dalle sue voci e dall\u2019energia teatrale che permeava ogni vicolo. Niente che voglia sostituirsi alla storia, ma una suggestione tramandata e custodita nel folklore cittadino.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_15 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">Il giovane Shakespeare a Messina<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p data-start=\"1327\" data-end=\"1727\">La leggenda colloca l\u2019arrivo del giovane William alla fine degli anni \u201980 del Cinquecento, a bordo di una nave inglese costretta ad approdare a Messina da una tempesta improvvisa, una scena comune nel porto tra i pi\u00f9 vivaci del Mediterraneo. L\u00ec, tra mercanti, marinai e avventurieri provenienti da tre continenti, il futuro drammaturgo sarebbe rimasto affascinato dalla coralit\u00e0 della vita messinese.<\/p>\n<p data-start=\"1729\" data-end=\"2149\">Si racconta che fu ospitato da una famiglia di mercanti nei pressi della Loggia dei Nobili, dove ascoltava i racconti dei capitani di mare e i pettegolezzi delle dame. La citt\u00e0 era un teatro naturale: i duelli verbali nelle piazze, le schermaglie d\u2019amore, le rivalit\u00e0 tra casate, la musica che risuonava tra la Palazzata e il quartiere dei pescatori. Tutto questo, secondo la tradizione popolare, lo colp\u00ec profondamente.<\/p>\n<p data-start=\"2151\" data-end=\"2531\">Gli anziani narravano che Shakespeare camminasse spesso lungo il porto, osservando la penisola di San Raineri e annotando su un taccuino impressioni, dialoghi, movimenti. Sarebbe rimasto in citt\u00e0 per alcuni mesi, abbastanza da imparare alcune frasi in dialetto e da legarsi a una giovane messinese di cui non conosciamo il nome, ricordata solo come \u201cla ragazza dagli occhi scuri\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"2533\" data-end=\"2612\">La leggenda vuole che, anni dopo, quelle memorie riaffiorarono nella sua opera.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_16 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">Messina nelle opere di Shakespeare<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p data-start=\"3412\" data-end=\"3614\">Come Antonello da Messina omaggi\u00f2 la sua citt\u00e0 inserendola come sfondo nei suoi dipinti, cos\u00ec \u2014 secondo la leggenda \u2014 Shakespeare avrebbe restituito a Messina un tributo poetico attraverso la sua opera.<\/p>\n<p data-start=\"3616\" data-end=\"4035\">La citt\u00e0 appare nella commedia come un luogo solare, ricco di bellezza mediterranea, dove amore e inganni, feste e tradimenti, parole e duelli si intrecciano con naturalezza.<br data-start=\"3790\" data-end=\"3793\" \/>Si dice che alcune descrizioni paesaggistiche riflettano gli scorci che il giovane William avrebbe conosciuto: la luminosit\u00e0 della costa, la brezza dello Stretto, il via vai del porto, la nobilt\u00e0 cittadina che organizzava danze e ricevimenti.<\/p>\n<p data-start=\"4037\" data-end=\"4268\">Gli studiosi collocano l'ambientazione in un generico \u201cMediterraneo ideale\u201d, ma la leggenda messinese la vuole radicata in luoghi ben precisi, riconoscibili da chi ancora oggi passeggia per la falce del porto o lungo via Garibaldi.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n<div class=\"et_pb_toggle_17 et_pb_toggle et_pb_toggle_item et_pb_toggle_close et_animated et_pb_module et_flex_module\"><h5 class=\"et_pb_toggle_title\">Il Mistero dei suoi anni perduti<\/h5><div class=\"et_pb_toggle_content clearfix et_flex_module\"><p data-start=\"4316\" data-end=\"4555\">Tra il 1585 e il 1592 esiste un grande vuoto nella biografia di Shakespeare: i cosiddetti <strong data-start=\"4406\" data-end=\"4424\">\u201canni perduti\u201d<\/strong>. Non sappiamo dove si trovasse, cosa facesse, n\u00e9 con chi viaggiasse. Molti biografi hanno formulato teorie, ma nessuna definitiva.<\/p>\n<p data-start=\"4557\" data-end=\"4748\">In questo spazio sospeso si colloca la leggenda messinese: proprio in quel periodo, secondo il folklore, il giovane William avrebbe intrapreso un viaggio nel Mediterraneo e toccato Messina.<\/p>\n<p data-start=\"4750\" data-end=\"5125\">Una tradizione orale racconta che, pochi anni dopo essere diventato famoso a Londra, egli avrebbe detto a un marinaio siciliano incontrato nel porto di Southampton: <em data-start=\"4915\" data-end=\"4966\">\u00abRicordo il mare di Messina come un palcoscenico\u00bb<\/em>. Nessun documento lo prova, ma la storia si \u00e8 tramandata di generazione in generazione, come un filo invisibile che collega il Bardo alla citt\u00e0 dello Stretto.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<div class=\"et_pb_row_12 et_pb_row et_flex_row\">\n<div class=\"et_pb_column_18 et_pb_column et-last-child et_flex_column et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et_flex_column_24_24 et_flex_column_24_24_tablet et_flex_column_24_24_phone\">\n<div class=\"et_pb_text_13 et_pb_text et_pb_bg_layout_light et_animated et_pb_module et_flex_module\"><div class=\"et_pb_text_inner\"><h1 style=\"text-align: center;\"><em>Lo sapevi che...<\/em><\/h1>\n<h3 data-start=\"2642\" data-end=\"2798\" style=\"text-align: center;\">La commedia <strong data-start=\"2654\" data-end=\"2682\">\u201cMuch Ado About Nothing\u201d<\/strong> (\u201cMolto rumore per nulla\u201d), ambientata proprio a Messina, \u00e8 una delle opere pi\u00f9 vivaci e luminose di Shakespeare. Secondo la tradizione popolare locale, alcuni personaggi sarebbero ispirati a figure realmente incontrate in citt\u00e0:<\/h3>\n<h3 data-start=\"2920\" data-end=\"3026\" style=\"text-align: center;\"><strong data-start=\"2920\" data-end=\"2932\">Benedick<\/strong> ricorderebbe un giovane comandante della flotta aragonese noto per la sua ironia tagliente e <strong data-start=\"3029\" data-end=\"3041\">Beatrice<\/strong> presenterebbe tratti della gi\u00e0 citata \u201cragazza dagli occhi scuri\u201d.<\/h3>\n<h3 data-start=\"3113\" data-end=\"3231\" style=\"text-align: center;\">Il ritmo rapido dei dialoghi rifletterebbe la parlata incisiva dei mercanti e dei pescatori messinesi del Cinquecento. Naturalmente nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 documentato, ma da oltre due secoli alimenta il fascino della citt\u00e0 agli occhi dei viaggiatori.<\/h3>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1220","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1220","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1220"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1220\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1233,"href":"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1220\/revisions\/1233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/visitme.comune.messina.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1220"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}